venerdì 21 marzo 2014

La prevenzione del diabete e l'attività fisica

Journal of Applied Physiology

Physical activity and diabetes prevention

Il diabete ha raggiunto proporzioni epidemiche su scala mondiale ed è associato ad un peso economico, incrementando il rischio di patologie cardio-vascolari e di mortalità prematura.
L’iperglicemia è il marcatore principale di una manifestazione clinica del diabete ed evolve attraverso cause multifattoriali di genere, abitudini, comportamenti errati. Approssimativamente il 90% delle cause sono di origine non-insulino-dipendente, che è caratterizzato da un progressivo deterioramento nello smaltimento dei mediatori insulinici, in modo particolare dal tessuto periferico. La nostra ipotesi è che il comportamento che consente un insulino-resistenza è l’attività fisica. In aggiunta diversi gruppi di scienziati hanno dimostrato il ruolo fondamentale nell’attività fisica nell’eziologia e prevenzione del diabete e nella relazione con le patologie.
In questa raccolta di articoli verranno discusse alcune osservazioni chiave e studi sperimentali che hanno esaminato l’associazione tra attività fisica, fitness cadiorespiratorio e diabete non-insulino-dipendente.

Copyright © 2005 the American Physiological Society


Per un maggior approfondimento è possibile scaricare la review su:

http://www.jappl.org/content/99/3/1205.short

martedì 11 febbraio 2014

Attività fisica nel dopo scuola

Young Children's After-School Activities - There's More to it Than Screen Time: A Cross-Sectional Study of Young Primary School Children.

INVESTIGAZIONE SELLE ATTIVITA’ DOPO-SCUOLA DEI BAMBINI


BACKGROUND: i bambini trascorrono sostanziali quantità di tempo libero in attività sedentarie, dominate da TV e videogiochi. Tuttavia, la misurazione obiettiva delle reali attività dopo-scuola dei bambini è raramente descritta.
METODO: Sono reclutati i genitori di 246 bambini, di età compresa fra i 5-7 anni selezionati in modo randomizzato da 14 scuole australiane. I genitori registrano su un report (Metodo di Campionamento dell’esperienza) le attività dei bambini e se il luogo di svolgimento (indoor o outdoor) in tre momenti del dopo-scuola scelti casualmente. I dati sono raccolti per 8 giorni di due settimane (4+4) ogni 13 settimane.
RISULTATI: I risultati basati su 2940 responsi di 214 genitori mostrano che il 25% dei comportamenti sono coinvolti in attività fisiche; il 51% è speso in attività sedentarie; ed il 22% in tempo davanti alla TV. Di queste attività  l’81% indoors.
CONCLUSIONI: Nonostante un’alta porzione di TV/screen time, i bambini sono coinvolti in altre attività (sedentarie e fisiche) come passatempo, quindi il tv/screen time non è il riferimento principale delle attività sedentarie e sarà pertanto interessante investigare e raccogliere informazioni su questi momenti non-screen. Future ricerche sono indirizzate su ulteriori investigazioni sul dopo-scuola dei giovani alunni.


CONCLUSIONI by SPORT UNIVERSITY: In ogni caso l’attività fisica in questi momenti ricopre soltanto un quarto del tempo a disposizione..troppo poco se si considera che nelle scuole le ore di educazione fisica sono ridotte a due ore o addirittura eliminate. Altra importante considerazione è il fatto che soltanto il 19% dell’attività viene praticata in spazi aperti, significa che quel 81% vive fra mura domestiche e scolastiche.

lunedì 6 gennaio 2014

Come convincere tuo figlio a FARE SPORT

Scoprirai che non è difficile: i bambini adorano correre e muoversi. Però devono avere spazio, libertà e buoni esempi.

Non è mai troppo presto per cominciare a fare sport, e i vantaggi si manifestano anche a lungo termine, per esempio riducendo i trigliceridi, la pressione arteriosa e la resistenza all'insulina. I bambini italiani sono però in coda alla classifica europea per ore dedicate allo sport. Risultato: l'obesità colpisce il 30% dei bambini sotto i 5 anni. Come spingere i figli a muoversi, assicurando loro la salute?

POCHI DIVIETI
Dice Giuseppe Vercelli, psicologo dello sport e della prestazione di Torino (e aggiungiamo noi, ideatore del modello SFERA, metodo di training psicologico, oltre che collaboratore della nazionale italiana di sci e di Juventus F.C.):"Il piccolo è di per sé portato al movimento e al gioco, quindi ricorrere il meno possibile al divieto e consentirgli la massima libertà favorisce l'instaurarsi di un'abitudine salutare. Gli adulti hanno l'obbligo di costruire attorno al bambino un'ambiente amico, dove possa muoversi in sicurezza. Atteggiamenti punitivi o eccessivamente rigidi inducono una sensazione di malessere, che tuo figlio sente ostile."

PRIMO, DIVERTIMENTO
Sotto i 12 anni di età non dovrebbero esserci competizioni, deve valere esclusivamente la regola del divertimento. Ciò non significa che non vada insegnato ai ragazzi il rispetto e le norme. Attenzione però ai messaggi non verbali. Se un padre incita il figlio a dare il massimo mentre la madre appare preoccupata del rischio di infortuni, il piccolo giocatore non saprà più che pesci pigliare di fronte alla contrastante volontà dei genitori.

AVERE DEI MODELLI
"I testimoni sportivi possono servire da modello di riferimento per i ragazzi. Un compito questo che quando viene assolto dagli stessi genitori, che praticano attività sportiva da soli o con i propri figli, ha il massimo dell'efficacia.

Bibliografia
Stefani M., "Come convincere tuo figlio a fare sport", FOR MAN magazine, mese Gennaio, anno 2014, pag. 36, modificato

martedì 31 dicembre 2013

Training and Senior

Prima di leggere questi articoli tradotti e risalenti al sito www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed, uno dei principali siti scientifici, sembra doveroso chiarire alcuni concetti chiave, riportati a seguito.

Review (dall'inglese rivista, riesaminare) è una raccolta di articoli e studi su uno specifico argomento, sottoposti alla criticità dell'autore.

Abstract termine che tradotto dall'inglese significa riassunto. Esso ha la funzione di descrivere brevemente obiettivi, metodi e conclusioni dello studio svolto.


Aging Dis, 2013 Oct 1;4 (5): 256-263.

Effetto di Circuit Training di Resistenza a livello neuromuscolare, cardio-respiratorio e adattamenti della composizione corporea nell'Anziano.
Romero-Arenas S, Martinez-Pasqual M, Alcazar PE.

Abstract

I peggioramenti nella potenza aerobica massima e nella produzione forza muscolare con l'avanzare dell'età, sono esempi di declini funzionali, che possono limitare seriamente la performance fisica e l'indipendenza nell'anziano, e sono negativamente correlati con la causa di mortalità. É bene sapere dunque, che gli esercizi di endurance come gli allenamenti con sovraccarico possono sostanzialmente migliorare la fitness fisica ed i fattori connessi alle attività cardiache in individui anziani. Circuit-training, in cui si utilizzano carichi leggeri, potrebbero essere un'efficace strategia per incrementare il consumo di ossigeno, la ventilazione polmonare, la forza, le capacità funzionali ed, allo stesso tempo, migliorare la composizione corporea. In aggiunta, il circuit-training è una modalità di lavoro che può sollecitare significativi miglioramenti nell'attività cardiaca. Sembra quindi ragionevole identificare l'efficacia della combinazione: intensità, volume, rapporto lavoro-recupero, con una frequenza settimanale e sequenze di esercizi, che promuovono adattamenti da un punto di vista neuromuscolare, cardio-respiratorio e di composizione corporea negli anziani. L'obiettivo di questa review è raccogliere e trattare conoscenze sugli effetti positivi nell'anziano del circuit-training (con sovraccarichi), per sviluppare interventi pratici che mantengano o migliorino le qualità di vita in persone ed in generale loro vita quotidiana.



Aging Dis. 2013 Sep 25;4(6): 351-363.

Età, Capacità funzionali e Lavoro Eccentrico.
Gault ML, Willems ME.

Abstract

L'età è un processo multifattoriale che provoca nei soggetti anziani un declino nel funzionamento fisiologico, causando un decremento della salute, della qualità di vita e dell'indipendenza. Svolgere esercizi ed attività fisica è visto come il modo migliore per ridurre l'impatto dell'età, attraverso il mantenimento dei parametri fisiologici. L'esercizio eccentrico è un modello che può essere sviluppato con individui anziani, grazie all'abilità dei muscoli di combinare livelli di forza elevati con un basso costo energetico. Potrebbe tuttavia esserci il rischio di danni muscolari se il muscolo non è in grado di adattarsi. La prima parte di questa review descrive il processo di età e come riduce la capacità aerobica, la forza muscolare e pertanto la mobilità funzionale. La seconda parte evidenzia l'esercizio eccentrico, il danno muscolare associato e l'effetto finale che produce. La sezione finale riesamina interventi con lavoro eccentrico che sono stati completati da Senior focalizzando i cambi nella mobilità funzionale.
In conclusione, vengono trattati gli esercizi di resistenza al lavoro eccentrico come potenziale modalità di allenamento, applicabile agli anziani, per migliorare la forza muscolare, la capacità aerobica e le abilità funzionali. Tuttavia, ulteriori ricerche sono necessarie per valutare gli effetti in capacità aerobiche e prescrizioni ottimali di esercizi di forza eccentrica resistente.



lunedì 5 agosto 2013

Ricerca, formazione e cultura sportiva nel futuro di Sport University

Grandi novità nel futuro di Sport University che si intrecciano con l'attività della sua Academy. Dalla prossima stagione infatti è in fase di studio un nuovo progetto che riunirà sotto il nome dell'Academy Sport University tre grandi filoni di attività e iniziative che saranno coordinate da Gianluigi Ghia, futuro Responsabile della Ricerca, Formazione e Cultura Sportiva di Sport University. Concretamente l'Academy lavorerà parallelamente a tutte le attività dell'associazione con tre grandi obiettivi: fare ricerca, fare formazione e diffondere cultura sportiva a 360°! Segui tutte le attività sul blog o sul sito www.sportuniversity.it

lunedì 18 marzo 2013

EduSport & Salute: consigli per gli esercizi outdoor

"Consigli per gli esercizi outdoor”
(EduSport & Salute: aprile 2013     Numero: 3    Anno: I)

Avete mai pensato di farvi una corsa all'aria aperta, un'uscita in bicicletta, una nuotata magari nella pausa pranzo, oppure una camminata in montagna? Sicuramente si e alcuni di voi saranno anche appassionati di questa tipologia di attività fisica che viene svolta quotidianamente da milioni di persone nel mondo.
Sieti sicuri però di adottare i giusti accorgimenti per questo tipo di attività? Siete certi che lo sport o l'attività che svolgete siano adatti alle vostre caratteristiche? E infine queste attività, definite "attività fuori casa", quali rischi e benefici hanno?
Scopriamo insieme allora il mondo delle attività outdoor attraverso qualche utile consiglio per scegliere e praticare quella più adatta alle proprie esigenze.

Anticipazione di EduSport & Salute numero 3 di Aprile 2013



sabato 5 gennaio 2013

EduSport & Salute: Osteoporosi e sport


“Osteoporosi e sport”
(EduSport & Salute: febbraio 2013     Numero: 2    Anno: I)

L'osteoporosi è una malattia sistemica delle ossa, determinata da una patologica riduzione progressiva della massa ossea, per la quale il tessuto osseo diventa fragile e maggiormente esposto al rischio di frattura. Esistono due tipi di osteoporosi, primaria (idiopatica, post-menopausale e senile) e secondaria caratterizzata da diversi fattori come per esempio iperparatiroidismo, immobilizzazione, basso peso corporeo ecc…

Scopo dell'attività motoria in soggetti affetti da osteoporosi
Una stimolazione dinamica dell’insieme osso –muscolo - articolazione permette di ottenere un miglioramento della mineralizzazione ossea. Sono adatti esercizi isotonici a carico naturale o con pesi leggeri e a resistenza elastica. La componente osteo -muscolare svolge infatti un lavoro di contrapposizione alla gravità per cui un avere un sistema osso-muscoloso efficace è sicuramente un vantaggio importante.

Per pianificare l’esercizio fisico in modo da mantenere l'osso "in salute", occorre prima di tutto rispettare 4 principi:

1) Specificità
L'adattamento osseo alle sollecitazioni meccaniche è principalmente locale, per cui è opportuno allenare specificatamente le regioni scheletriche da rinforzare.

2) Sovraccarico
Gli effetti positivi sulla matrice ossea si vedono se viene aumentato progressivamente il carico meccanico, che deve essere comunque superiore ad una soglia minima efficace. Bisogna comunque considerare che un eccesso di sollecitazioni riduce la resistenza biomeccanica.
3) Prevenzione: valori di partenza
Il tessuto osseo si adatta alle variazioni delle sollecitazioni in modo diverso a seconda dell'età. L'esercizio fisico è più osteogenico (stimola di più il rinforzamento osseo) durante la crescita rispetto all'età matura. Di conseguenza gli esercizi in età pre-adolescenziale possono ridurre il rischio di frattura nella senescenza.

4) Reversibilità
L'effetto osteogenico positivo legato all'attività fisica si estingue se l'attività fisica viene sospesa.

Obiettivi dell'attività fisica per la prevenzione dell'osteporosi

Obiettivi primari
Oltre alla già citata stimolazione meccanica dinamica utilizzando carichi distrettuali, il miglioramento della capacità aerobica determina una maggior efficienza nutritizia del tessuto osseo via ematica.

Obiettivi secondari
  • Prevenzione delle fratture
  • Miglioramento dell'equilibrio
  • Miglioramento della coordinazione
  • Incremento del trofismo dei tessuti molli (riduzione dell'effetto traumatico sull'osso)
  • Educazione posturale
Si possono considerare sette diversi principi che regolano l'attività motoria affinché questa abbia effetti benefici sull'apparato scheletrico.

1° Principio
Affinché l'osso possa avere una risposta adattativa positiva richiede stimolazioni meccaniche dinamiche anziché statiche. L'attività dinamica (ginnastica, esercizi, camminare ecc…) oltre a produrre stress osteogenici intermittenti sull'osso, aumenta la secrezione ritmica di ormoni anabolici che favoriscono la risposta adattativa dell'osso stesso.

2° Principio
Affinché l'osso possa avere una risposta adattiva positiva è richiesto un esercizio che abbia un'intensità superiore alle normali sollecitazioni. La stimolazione meccanica deve superare una certa forza di tensione, geneticamente predeterminata, per divenire osteogenica.

3° Principio
La risposta osteogenica (mineralizzazione ossea) è proporzionale alla frequenza dello stimolo meccanico. La soglia di stimolazione per il mantenimento della struttura ossea è il prodotto tra la frequenza dell'esercizio e la sua intensità. L'osso viene "mantenuto" sia con stimolazioni meccaniche meno frequenti ad alta intensità, che con stimolazioni più frequenti ad una minore intensità.

4° Principio

La risposta adattiva dell'osso è maggiore se si propongono 2 sessioni di esercizio brevi, intervallate nell'arco della giornata. Infatti, l'osso richiede un minimo di 6-8 ore di riposo per rispondere in modo ottimale ad un carico dinamico che superi la soglia.

5° Principio
La risposta adattiva dell'osso richiede una particolare modalità di carico; le forze che lo colpiscono devono variare in orientamento ed intensità rispetto a quelle che normalmente agiscono sull'osso.

6° Principio
La risposta adattiva dell'osso richiede un'abbondante disponibilità di nutrienti energetici (Calcio, e minerali ossei). Una disponibilità inadeguata comporterebbe effetti negativi sugli ormoni con azione anabolica sull'osso.

7° Principio
Affinché l'osso possa avere una risposta adattiva positiva all'esercizio, necessita di un'abbondante disponibilità di calcio e colecalciferolo. Questo principio è particolarmente importante prima della pubertà e dopo la menopausa.

sabato 8 settembre 2012

EduSport & Salute: Low Back Pain


“La prevenzione del mal di schiena cronico: consigli pratici e istruzioni per l’uso”
(EduSport & Salute: dicembre 2012     Numero: 1     Anno: I)

Spesso durante la vita quotidiana, veniamo tormentati da fastidiosi dolori alla schiena, che condizionano il nostro stile di vita. Al fine di prevenire il cosiddetto “mal di schiena” (meglio definito con il termine anglofono “Low Back Pain”) il nostro obiettivo è quello di consolidare alcuni concetti basilari, fondamento dei corretti atteggiamenti posturali, per evitare errate abitudini nella gestione dei carichi e per scaricare le tensioni muscolari a livello lombare. Errate abitudini posturali infatti, possono vanificare gli effetti benefici degli esercizi svolti durante i corsi, compresi quelli più utili a livello di prevenzione del “Low Back Pain”.
Le sopracitate tensioni muscolari a livello lombare possono insorgere (o comunque non attenuarsi) anche nelle ore di sonno; da qui i primi consigli:

Come riposare? 
Ovvero, quali sono le posizioni migliori per riposare/dormire consentendo un reale recupero dei muscoli vertebrali (cervicali, dorsali e lombari)? Ecco alcuni esempi pratici molto utili durante la vita quotidiana.

Come scaricare le tensioni muscolari vertebrali?
Ovvero alcuni esempi di posizioni yogiche da eseguire sul letto dopo essersi sdraiati correttamente.


Rispettiamo sempre la distribuzione simmetrica dei carichiqualche pratico consiglio per evitare scompensi alla natura della nostra colonna vertebrale.  

                                              
Rispettiamo sempre le curve fisiologiche della nostra colonna vertebrale: qualche pratica correzione dei gesti della vita casalinga di tutti i giorni.




Nasce l'Accademy di Sport University

Da oggi ci sarà un nuovo modo di diffondere la cultura sportiva. Sport University Accademy vuole essere il punto di riferimento per trasmettere i valori dello sport a 360°!